Verso Nur settentrionale e l'incontro dei Tre

Seguendo le tracce del lupo caduto, gli avventurieri attraversarono le grotte della Corona del Mondo, scontrandosi con creature come baulette, facilmente vinte grazie alla loro esperienza e abilità tattica. Si unisce a loro un lupo dei vicoli dalla fame vorace, il suo nome è Sumur e la sua ira poderosa. Arrivati a Nur Settentrionale, scoprirono un accampamento orchesco devastato: resti bruciati, sangue rappreso, tamburi rotti. I sacerdoti di Tharagon erano stati massacrati o corrotti. Pietre runiche ancora pulsanti di energia magica lasciavano intravedere pericoli e indizi.

Tra le rovine, si manifestò un piccolo essere mostruoso che offrì loro un patto, rifiutato dal gruppo, che continuò a seguire le tracce dei compagni dispersi. Lungo il percorso incontrarono un possente roc, e poi un gruppo di emissari di divinità: un’elfa oscura con due scimitarre, un dragonide e un cavaliere non morto.

Il dragonide parlò di Ashardalon, dei dragonidi e delle stirpi maledette create dalla volontà di Tharagon, Acrenor e Lysara, e cercò di allearsi, facendo leva su Crescelyn ed Eldenaax. L’eco della violenza, creazione e distruzione del passato, si riversava ancora sul presente, e il gruppo capì di trovarsi in mezzo a forze oltre la comprensione umana, per riuscire a liberare i loro compagni decisero di accettare l'aiuto dei tre, promettendo di attaccare e distuggere Ciancius mentre loro li avrebbero agevolati con un potente incantesimo.

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